Cos’è il SASE (Secure Access Service Edge) e perché sta rivoluzionando la cybersecurity aziendale

Scopri cos’è il SASE, come funziona e perché sta diventando il nuovo standard per la sicurezza delle reti aziendali. Guida completa di Lan Service.

Negli ultimi anni il modo di lavorare è cambiato profondamente. Le applicazioni non risiedono più soltanto nei data center aziendali, ma nel cloud. I dipendenti lavorano dall’ufficio, da casa o in mobilità. Le sedi operative sono distribuite sul territorio e ogni giorno migliaia di connessioni attraversano reti pubbliche per raggiungere dati e servizi aziendali. Secondo IDC già nel 2025 oltre il 70 per cento dei dati aziendali è stato, mediamente, prodotto senza mai passare dal data center centrale… accade, quasi tutto, sempre più in “periferia”, all’edge!

Questa trasformazione ha reso sempre meno efficace il tradizionale concetto di “perimetro di sicurezza”. Se fino a qualche anno fa bastava proteggere la rete aziendale con firewall e VPN, oggi il perimetro coincide con l’identità degli utenti, i dispositivi utilizzati e le applicazioni a cui accedono.
È proprio per rispondere a questa evoluzione che è nato il modello SASE (Secure Access Service Edge), considerato oggi uno dei più importanti cambiamenti nel mondo del networking e della cybersecurity.

La crescita del SASE non è guidata da una nuova tecnologia, ma dall’evoluzione delle esigenze delle imprese, dalla cronaca, dal mercato e dai trend che scatena.
Secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto nel 2025 il valore record di 2,78 miliardi di euro, registrando una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un dato che conferma quanto la sicurezza informatica sia ormai diventata una priorità strategica per aziende pubbliche e private.
La stessa ricerca evidenzia come oltre un terzo delle grandi imprese italiane abbia subito incidenti cyber con conseguenze economiche rilevanti, mentre la quasi totalità delle organizzazioni prevede di incrementare gli investimenti nei prossimi anni.
Anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), nel proprio Rapporto Annuale, sottolinea come gli attacchi ransomware, le campagne di phishing e le compromissioni delle identità digitali siano in costante aumento, rendendo indispensabile adottare modelli di sicurezza più moderni e distribuiti.
A livello internazionale, Gartner identifica il SASE come uno dei principali trend tecnologici destinati a ridefinire il networking aziendale e prevede una crescita media annua del mercato superiore al 25% fino al 2028.
In altre parole, il mercato sta convergendo verso un nuovo paradigma: meno prodotti separati, più piattaforme integrate.

Intanto il vocabolario. L’acronimo SASE significa Secure Access Service Edge.
È un modello architetturale che unisce in un’unica piattaforma cloud le funzionalità di rete e quelle di cybersecurity.
Invece di gestire firewall, VPN, proxy, sistemi di filtraggio web e soluzioni di accesso remoto come prodotti indipendenti, il SASE li integra in un servizio centralizzato.
L’obiettivo è semplice: consentire agli utenti di lavorare ovunque si trovino mantenendo lo stesso livello di sicurezza, prestazioni e controllo.
La rete, quindi, non viene più costruita intorno alla sede aziendale, ma segue persone, applicazioni e dati.

Quando un dipendente apre Microsoft 365 da casa, consulta il gestionale aziendale durante una trasferta oppure accede a un’applicazione SaaS da una filiale, il traffico non deve più attraversare necessariamente il firewall installato nella sede principale.
Viene invece instradato verso la piattaforma SASE, distribuita attraverso una rete globale di punti di presenza (PoP).
Qui vengono applicati automaticamente tutti i controlli di sicurezza necessari.
L’identità dell’utente viene verificata, il dispositivo viene controllato, il traffico viene ispezionato, vengono applicate le policy aziendali e solo successivamente viene autorizzato l’accesso all’applicazione richiesta.
L’utente percepisce una connessione più veloce e trasparente, mentre il reparto IT mantiene una visibilità completa su tutto ciò che avviene.

Uno degli aspetti che genera più confusione riguarda la terminologia.
Il Zero Trust non è una tecnologia ma un modello di sicurezza secondo cui nessun utente o dispositivo deve essere considerato affidabile a priori. Ogni accesso deve essere verificato e autorizzato.
Il Secure Service Edge (SSE) rappresenta invece la componente esclusivamente dedicata alla sicurezza, comprendendo funzionalità come Secure Web Gateway, Cloud Access Security Broker (CASB), Firewall as a Service e Zero Trust Network Access.
Il SASE integra tutte queste funzionalità aggiungendo anche la componente di networking, come la SD-WAN, creando così una piattaforma unica capace di gestire contemporaneamente rete e sicurezza.
In pratica, il SASE rappresenta l’evoluzione naturale di Zero Trust e SSE, unificando tutto ciò che serve per proteggere una moderna infrastruttura IT.

Per molti anni firewall e VPN hanno rappresentato la soluzione ideale per proteggere la rete aziendale.
Oggi, però, questi strumenti mostrano tutti i limiti di un modello progettato quando utenti e applicazioni erano concentrati nella sede principale.
Le VPN tradizionali obbligano spesso il traffico a transitare attraverso il data center aziendale, aumentando latenza e complessità gestionale.
I firewall proteggono efficacemente il perimetro, ma non sono stati progettati per ambienti cloud-first e workforce distribuite.
Il SASE supera questo approccio perché porta la sicurezza direttamente vicino all’utente, riducendo la complessità dell’infrastruttura e migliorando contemporaneamente prestazioni, governance e protezione.

Tra le piattaforme oggi disponibili sul mercato, Cato Networks è considerata uno dei principali riferimenti perché è stata progettata fin dall’origine come piattaforma SASE cloud-native.
Non nasce dall’integrazione di prodotti acquisiti nel tempo, ma da un’unica architettura che combina rete globale privata, sicurezza, accesso remoto e gestione centralizzata.
Questo permette alle aziende di collegare sedi, utenti, cloud e data center attraverso un’unica infrastruttura, semplificando notevolmente la gestione quotidiana e riducendo il numero di apparati fisici da mantenere.

In sintesi, la piattaforma risponde alle principali esigenze operative nel modo seguente:

Esigenza aziendaleCome aiuta CatoBeneficio percepito
Collegare sedi e filialiConnessione ottimizzata attraverso una rete globale gestitaRete più stabile e meno complessa
Proteggere la navigazioneControlli di sicurezza applicati dal cloudMaggiore protezione senza apparati aggiuntivi
Supportare smart workingAccesso sicuro alle risorse aziendaliEsperienza più semplice per gli utenti
Gestire applicazioni cloudVisibilità e controllo sugli accessi alle applicazioni SaaSPiù governance e meno rischi

Principali esigenze aziendali e benefici della piattaforma Cato Networks.

Una piattaforma innovativa produce risultati concreti solo quando viene progettata e implementata correttamente.
Per questo Lan Service non propone semplicemente una tecnologia, ma accompagna le aziende lungo un percorso di trasformazione.
Il Team Cyber Security analizza l’infrastruttura esistente, individua le priorità del business, progetta il percorso di adozione e affianca il reparto IT durante tutte le fasi di implementazione.
L’obiettivo è costruire un’infrastruttura più semplice da gestire, più resiliente e pronta a sostenere la crescita futura dell’organizzazione.

Uno degli elementi distintivi dell’approccio di Lan Service è la possibilità di realizzare un Proof of Concept direttamente nella rete del cliente.
Non una demo, ma un test operativo.
Il PoC permette di collegare sedi, utenti e applicazioni reali alla piattaforma Cato Networks, verificando sul campo prestazioni, semplicità di gestione, qualità dell’esperienza utente ed efficacia delle policy di sicurezza.
In questo modo le aziende possono prendere decisioni basate su dati concreti prima di pianificare la migrazione dell’intera infrastruttura.

La convergenza tra networking e cybersecurity non rappresenta più uno scenario futuro, ma una necessità concreta per tutte le organizzazioni che vogliono lavorare in modo sicuro, flessibile ed efficiente.
Il modello SASE risponde perfettamente a questa esigenza, semplificando la gestione della rete, aumentando la protezione degli utenti e migliorando l’accesso alle applicazioni aziendali.
Grazie alla competenza del proprio Team Cyber Security e alla partnership con Cato Networks, Lan Service aiuta le aziende ad adottare questo nuovo paradigma con un approccio consulenziale, misurabile e orientato ai risultati.

Se desideri capire come il SASE possa migliorare la sicurezza e la connettività della tua organizzazione, contatta gli specialisti di Lan Service e richiedi un Proof of Concept: potrai testare la piattaforma direttamente nella tua infrastruttura e valutare

FAQ SASE

Nella maggior parte dei casi sì. Le piattaforme SASE utilizzano tecnologie di accesso remoto più moderne, basate sui principi Zero Trust, che offrono maggiore sicurezza, migliori prestazioni e una gestione molto più semplice rispetto alle VPN tradizionali.

Assolutamente sì. Pur essendo nato per rispondere alle esigenze delle grandi organizzazioni distribuite, il SASE è oggi una soluzione particolarmente interessante anche per le piccole e medie imprese che utilizzano servizi cloud, hanno più sedi o adottano modalità di lavoro ibride.

Le organizzazioni multisede, le aziende con personale in smart working, le imprese che utilizzano applicazioni SaaS e tutte le realtà che desiderano semplificare la gestione della propria infrastruttura IT riducendo al tempo stesso i rischi informatici.

Dipende dalla complessità dell’infrastruttura. Per questo Lan Service propone un Proof of Concept iniziale che consente di valutare benefici, tempi e modalità di adozione prima della migrazione completa.

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